20 dicembre 2006

Ichino propone un’Authority contro gli statali negligenti e pigri

Creare un'Authority in grado di misurare l'efficienza della pubblica amministrazione al fine di premiare i molti comportamenti virtuosi, che «costituiscono la maggioranza», e punire i non rari casi di negligenza o pigrizia. Arrivando, se necessario, al licenziamento o al trasferimento dei dirigenti e dei dipendenti per responsabilità oggettive o improduttività. I danni erariali verrebbero segnalati, naturalmente, alla Corte dei Conti.

È quanto hanno proposto i giuristi Pietro Ichino, professore di Diritto del lavoro nell’Università degli Studi di Milano, e Bernardo Mattarella, professore di Diritto amministrativo nell’Università di Siena, che hanno predisposto un progetto di legge-delega già presentato al presidente del consiglio Romano Prodi e al ministro per l'innovazione nella pubblica amministrazione Luigi Nicolais. Il testo sarà presentato ufficialmente alla Camera da Lanfranco Turci, vicepresidente della Rosa del Pugno alla Camera, e al Senato da Antonio Polito, dell'Unione.

Il progetto di legge - opera di un gruppo di amministrativisti, costituzionalisti, giuslavoristi e dirigenti pubblici coordinato da Ichino e Mattarella - tende a riunire e riqualificare il coordinamento dei nuclei di valutazione istituiti dalla legge Bassanini del 1999. Il testo prevede, al primo articolo, l'istituzione di una Autorità per la valutazione delle strutture e del personale pubblico, con deleghe legislative al governo sulla valutazione del rendimento, sulla responsabilità dei dipendenti pubblici e sulle retribuzioni degli stessi nei successivi tre articoli. Il criterio, come ha spiegato lo stesso Ichino, è «premiare i volenterosi e punire i nullafacenti», rompendo anche il tabù dell'impossibilità di licenziare un dipendente pubblico.

Tuttavia «il licenziamento - ha chiarito Ichino - resterà un caso estremo». Anche se «un'amministrazione pubblica dove chi decide deliberatamente di non lavorare è garantito, non può funzionare». Quanto al confronto con i sindacati, Ichino ha cominciato dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che, secondo il giuslavorista, si è detto «interessato» a tal punto da «promuovere un convegno sull'argomento a gennaio». Positiva anche la valutazione di Nicolais, che, secondo quanto ha riferito Ichino «ha intenzione di proporlo ai sindacati in fase di trattativa per il pre-accordo sul pubblico impiego». La nuova autorità, secondo gli ideatori, dovrebbe avere sede a Roma, con un organico massimo di 100 persone, 70 delle quali provenienti dall'Alto commissariato contro la corruzione e contro le frodi, che sarebbe soppresso.

Podda (Fp-Cgil): «Un delirio autoritario». Molto negativo il giudizio della Cgil. Il segretario generale della Funzione pubblica, Carlo Podda, ha attaccato l'istituzione di un organismo «burocratico e non rappresentativo», una struttura «che non ridurrebbe la distanza tra cittadini ed enti che erogano il servizio. In un delirio autoritario si pretende di consegnare nella mani di un organismo senza alcuna rappresentatività democratica la competenza di misurare la produttività di tutte le amministrazioni e i servizi del Paese e di fissare unilateralmente il trattamento economico e normativo dei lavoratori pubblici».(Il Sole24Ore.com - 15.12.06)

Statali, stipendio a punti

Il ministro Nicolais vuole legare le retribuzioni a produttività e risparmi ottenuti. Ripartono le assunzioni: ogni cento uscite, sessanta ingressi. Part time per chi si avvicina alla pensione. Mancano solo alcuni ritocchi, ma a Palazzo Chigi scommettono che a finemese sarà pronta la riforma del pubblico impiego. Romano Prodi e i sindacati dovrebbero firmare il prossimo 21 dicembre il memorandum che contiene i principi da applicare nei futuri contratti nazionali e decentrati. Quasi impossibili cambi di rotta, anche perché i sindacati, dopo aver ottenuto 3 miliardi per il biennio 2006-2007 per gli aumenti salariali, si sono dimostrati molto collaborativi con il ministro alla Funzione pubblica, Luigi Nicolais. Tanto da accettare concetti come valutazione e aumenti salariali legati alla qualità dei servizi erogati o mobilità tra enti pubblici. Obiettivi. Già oggi la pubblica amministrazione è obbligata a dare ai suoi dipendenti degli obiettivi da raggiungere per migliorare l'efficienza, ridurre i tempi e favorire l'accessibilità dei cittadini. Molti giuristi sono convinti che si scelgono mete già conquistate oppure facili da conseguire. Il governo è della stessa idea. La strada sarà porre obiettivi più ambiziosi. A deciderli i ministri, che li comunicheranno ai loro capidipartimento. A loro volta volta le direzioni generali li rimoduleranno su tutti i livelli. Per comprendere i bisogni dell'utenza Nicolais istituirà un tavolo di concertazione con i rappresentanti dei fruitori (associazioni dei consumatori, Confindustria, gli artigiani della Cna o la Confcommercio). Licenziamenti. Non ci saranno i “licenziamenti dei fannulloni” né i prepensionamenti proposti dall'economista ds Nicola Rossi. La Funzione pubblica preferisce rafforzare le attuali norme per il licenziamento per giusta causa con ammende più salate e richiami per chi, funzionari o impiegati, non raggiunge gli obiettivi concordati. Ma il governo deve svecchiare la pubblica amministrazione, dove l'età media è di 48 anni. Il ministro Nicolais sta valutando forme di incentivazione alla pensione come
part time e scivolamenti. Il ministro – che è pronto a mettersi di traverso con il sindacato sullo spoils system – presenterà un disegno di legge per licenziare i dirigenti condannati in terzo grado per particolari reati quali pedofilia, concussione e corruzione. Assunzioni. Dal 2007 salta il blocco al turn over. È stato deciso che a ogni 100 uscite seguiranno 60 entrate. I sindacati chiedono che i posti
liberi siano destinati ai precari (8mila soltanto nei ministeri). Al momento Nicolais avrebbe garantito solo una corsia preferenziale ai vincitori
di concorso. Tagli e incentivi. Preso atto delle disponibilità della Tesoreria, saranno i singoli ministri ai definire i livelli di spesa e segnalarli ai loro capidipartimento. I quali li rimoduleranno in relazione alle esigenze del territorio.
Nicolais darà il buon esempio tagliando di un ulteriore 10 per cento le
disponibilità del suo dicastero rispetto a quanto previsto in Finanziaria. Legato ai risparmi, poi, è il sistema dello stipendio accessorio, cioè dei premi oggi distribuiti a pioggia e automaticamente. Dai prossimi anni i bonus saranno proporzionali all'entità delle economie conseguite. Mobilità. A differenza di quanto accade oggi, le direzioni degli enti pubblici potranno spostare personale (la cosiddetta mobilità orizzontale) da un ufficio a un altro della stessa amministrazione. Nicolais si è detto favorevole a un'equa compensazione e propone che il trasferimento avvenga entro i confini regionali. I sindacati, invece, impongono quelli cittadini. Esclusa, per esempio, la possibilità che un dipendente possa essere trasferito in un'altra Regione.

15 dicembre 2006

I nullafacenti accontentati


Settimana scorsa il Governo e i sindacati hanno raggiunto un accordo sul rinnovo del contratto degli statali, che ne ha dunque scongiurato lo sciopero. Pare che la spesa per coprire gli aumenti di stipendio ai dipendenti statali in senso stretto (quelli cioe' che infestano i corridoi dei vari Ministeri) si aggiri attorno ai 5,4 miliardi per il 2007-2008 (si veda ad esempio la tabella pubblicata dal Giornale).
Non proprio briciole...

Vorrei allora cogliere l'occasione per riportare qui alcuni brevi brani tratti dall'ultimo libro di Pietro Ichino, ex-sindacalista della Cgil e oggi grande esperto di questioni sindacali, intitolato "I nullafacenti":

[...] Alla proposta di individuare i dipendenti pubblici totalmente improduttivi e di incominciare a tagliare li', piuttosto che tagliare sugli investimenti o sui servizi pubblici che funzionanao, i sindacalisti rispondono, come previsto, con un "no" secco: niente licenziamenti; semmai "mobilita'" e incentivi.

[...] La tesi dei sindacalisti su questo problema: lincenziare non si deve, mai.

[...] Veniamo alla proposta alternativa della "mobilita'". I sindacati del settore pubblico fino ad oggi si sono sempre opposti in modo fermissimo a qualsiasi trasferimento autoritativo di dipendenti pubblici: la "mobilita'" che essi propongono e' solo quella "concordata" e "volontaria".

Superfluo commentare, penso.

Quello della lotta allo spreco costante di risorse, sia economiche che umane, che avviene quotidianamente tra le pieghe degli apparati burocratici e' un punto su cui qualunque liberale si riconosce facilmente. Apprezzo spesso i commenti di Ichino nel cercare soluzioni piu' "meritocratiche" per la gestione degli statali, come avevo gia' avuto modo di ripetere in un post precedente.

Certo e' che la velocita' con cui questo Governo ha voluto "abbassare le braghe" di fronte alle richieste dei dipendenti statali, e' a dir poco sconcertante.

Parlano poi di "giustizia sociale"...

Ditemi voi

(Orizzonte Liberale - 13.12.06)